"Ricordo poche feste popolari dove non ci fosse Nando Citarella: a Madonna dell'Arco, a Montemarano, a Pagani, a Materdomini di Nocera, naturalmente. E mentre lo guardavo, lui suonava e cantava e ballava; insieme ai grandi maestri della tradizione campana; con loro, come loro, come uno di loro. E' da qui, da questo rapporto intenso e costante con la cultura popolare viva, che ha origine l'energia sprigionata nei concerti a testimonianza de che cosa veramente significhi la festa per chi "è devoto", anche se è un musicista di professione e dunque necessariamente e continuamente obbligato alla meditazione."
Giovanni Vacca